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LABEN
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Nel 2005 è entrata a far parte integrante della mwdqjoint venture franco-italiana mwdgAlcatel Alenia Space, diventata nel 2007 mwdwmweaThales Alenia Space.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Dagli albori a fine anni sessanta
LABEN fu fondata nel 1958, con sede e laboratori originariamente in un edificio di via Bassinicite-ref-1[1] a mwgqMilano, nello stesso stabile del mwggConsiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) - settore di mwgwAstrofisica.
Attiva da subito nel campo della progettazione, ingegneria, test e produzione di apparecchiature elettroniche in ambito nucleare come gli analizzatori di spettro multicanale o i sistemi di controllo, elaborazione dei dati e delle immagini riprese dalle mwhqgamma camere che iniziavano allora a diffondersi in mwhgmedicina nuclearecite-ref-2[2], la LABEN fu inquadrata come "divisione nucleare" della Montedel S.p.A. (acronimo di mwiwMontecatini-mwjaEdison Elettronica, divenuta poi mwjqMontedison nel 1966).
Come anzidetto, il prodotto portante storico nel settore nucleare di attività della LABEN fu quello dell'analizzatore multicanale di spettri di energia di radiazioni nucleari. Vari modelli di analizzatori furono realizzati dal Reparto Nucleare dell'azienda: dal cavallo di battaglia a 400 canali fino al più complesso Correlatron (4000 canali) e al Compact.
Questa linea di prodotto comprendeva l'intera Catena di Elettronica Lineare (preamplificatore, amplificatore lineare, analizzatore) che LABEN offriva per lo studio dei segnali provenienti da sorgenti nucleari.
A inizio anni '70 l'azienda completò la catena di strumentazione nel campo nucleare con la realizzazione (unica allora in Italia) di un Laboratorio Rivelatori a Semiconduttore per la produzione di rivelatori mwkqGe (mwkgLi) e mwkwSi (mwlaLi) i quali, raffreddati con opportuni criostati alla temperatura dell'azoto liquido, permettevano di ottenere grandi precisioni nella misura di sorgenti di mwlqraggi X e mwlggamma. Questi rivelatori vennero commercializzati per applicazioni di misura in centri di ricerca e per analisi spettroscopiche.
Già nei primi anni '60 estese le sue attività anche all'emergente settore spaziale, focalizzandosi sulla produzione di equipaggiamenti e mwmacircuiti elettronici stampati per i primi lanci di mwmqrazzi europei oltre l'mwmgatmosferacite-ref-bc47-3-0[3].
Nel 1964-1967 fornì dei mwoacomparatori e dei mwoqdecommutatori di tipo mwogmwowPulse-Code Modulation (PCM) per delle stazioni di terracite-ref-4[4] elaboranti i dati ricevuti dalla rete mwqasatellitare del neonato consorzio spaziale europeo mwqqmwqgEuropean Space Research Organization (ESRO), oltre che delle unità di controllo dei mwqwmodulatori mwraPCM di mwrqtelemetria a bordo dei primi due satelliti non stabilizzati di tale organizzazionecite-ref-5[5]: l'ESRO I, per lo studio della mwswradiazione cosmica e mwtasolare e loro interazione con la mwtqTerracite-ref-6[6] e l'ESRO IIcite-ref-visionari-7-0[7], volto allo studio dei mwvwraggi X, delle mwwafasce di van Allen e il mwwqcampo geomagneticocite-ref-8[8].
Nel 1966 e nell'ambito dei programmi dell'altro consorzio spaziale europeo, l'mwxwmwyaEuropean Launcher Development Organisation (ELDO), contribuì alla produzione dei mwyqSatellite Test Vehicle (STV) da 1 a 3 da lanciare col primo razzo dimostratore di tale organizzazione mwygEuropa-1cite-ref-visionari-7-1[7], sviluppando la capacità di acquisizione e mwzwanalisi spettrale mediante tecniche di mwaaautocorrelazione dei dati mwaqvibrazionali di bordo trasmessi durante il lancio del veicolocite-ref-9[9].
Sempre con l'ELDO, si aggiudicò nel 1967 un contratto per un completo sistema di mwbwtelemetria mwcacodificata, ancora di tipo PCM, e per il corrispondente sistema di supporto ausiliario a terra, consistente in una unità di decommutazione, sempre di tipo PCMcite-ref-10[10], nonché di memorizzazione/elaborazione dei dati inviati dalla rete satellitare di tale altra organizzazione europeacite-ref-11[11].
Nel 1967 fornì a ESRO un sistema di supporto a terra del satellite con mwegorbita altamente mweweccentrica HEOS-1 (HEOS-A)cite-ref-visionari-7-2[7]cite-ref-12[12] dedicato allo studio del mwhgplasma, del mwhwvento solare e dei mwiaraggi cosmici e della loro interazione con la mwiqmagnetosfera terrestre. A questo seguì nel 1969 la realizzazione del mwigcodificatore di mwiwtelemetria a bordo del suo successore HEOS-2 (HEOS-B)cite-ref-13[13].
La stessa tipologia di fornitura, cioè apparati di test e supporto a terra più modulo completo di mwkwtelemetria di bordo, fu richiesta alla LABEN per il satellite ESRO IVcite-ref-14[14], indirizzato allo studio della mwmqionosfera e della penetrazione delle particelle solari nella mwmgmagnetosfera terrestre.
Nel biennio 1968-69 i tecnici furono impegnati in varie missioni in mwnaAustralia, dove si tentò invano di lanciare il mwnqrazzo europeo dell'mwngELDOcite-ref-bc47-3-1[3] mwowEuropa-1 dal poligono di mwpaWoomera: i lanci furono afflitti da diversi problemi che portarono alla esplosione degli stadi del mwpqvettore prima di raggiungere l'mwpgorbita prefissata. Su di essi era installata la prima elettronica digitale telemetrica prodotta nello stabilimento milanese, la quale inviò correttamente dati a terra nel breve tempo di operatività dal lancio fino alla esplosione, permettendo alla LABEN di rendersi visibile in questo segmento del nascente mercato spaziale europeo.
Altri campi di impiego tra gli anni '60 e '70 furono i primi mwqgminicomputer per le applicazioni scientifiche e l'mwqwautomazione industrialecite-ref-15[15] e apparecchi per la mwsabiomedica, come l'analizzatore mwsqelettronico d'ampiezza mwsgLABEN Spectroscope a 400 canalicite-ref-16[16].
Gli anni d'oro: dagli anni settanta agli anni ottanta
Nel 1968 l'azienda, sotto la direzione tecnica e scientifica del direttore generale, il fisico mwuqUmberto Pellegrini, intraprese la progettazione del mwugLABEN 70, un minicomputer per applicazioni scientifiche ed industriali, presentato nel 1970cite-ref-17[17] al prezzo base di $ 12000.
Un'altra versione successiva ma meno diffusa del minicomputer fu il mwwaLABEN 701.
La LABEN cessa la propria attività di produzione nel campo dei minicalcolatori nel 1974 e ciò ebbe come conseguenza una ristrutturazione del personale che determinò il taglio di gran parte del settore dell'mwwgautomazione industriale, pari a oltre 160 degli allora 360 dipendenti. L'attività si concentrò quindi su due linee di prodotto principali:
• la strumentazione di misura e controllo terrestre, per uso nucleare e scientifico: analizzatori per particelle e relativi moduli di controllo/interfaccia basati sull'allora standard mwxqComputer-Aided Measurement And Control (CAMAC);
• l'elettronica digitale per l'mwyaaerospaziale, focalizzandosi via via sul comando/controllo/elaborazione dati nel segmento spaziale di volo (mwyqsatelliti artificiali di osservazione in mwygorbita bassa, mwywsonde interplanetarie, esperimenti in mwzaorbita bassa su piattaforme e razzi, mwzqosservatori e mwzgtelescopi orbitali ed extra-atmosferici).
Attività nel settore spaziale
Il settore spaziale divenne l'attività preponderante con abbandono progressivo dell'impegno nel nucleare, anche a causa del mutamento dello scenario italiano rispetto all'uso dell'mw0qenergia atomica, culminato nel mw0greferendum abrogativo del 1987.
Riorganizzatasi l’mw1aAgenzia Spaziale Europea con differenti ambizioni e impulso verso l'attività spaziale dei paesi europei membri (anche con un nome diverso, passando dalle separate mw1qESRO e mw1gELDO all'unica mw1wESA), anche l’industria italiana si iniziò a concentrare su tale settore, che richiedeva sempre più l’uso dell'mw2aelettronica digitale per i primi mw2qsatelliti e missioni europee di quegli anni. Cominciarono così gli impegni più importanti anche per la LABEN, di volta in volta associata a consorzi internazionali che comprendevano le maggiori società sistemistiche di satelliti inglesi, tedesche e francesi: gli apparati elettronici digitali sviluppati a Milano riguardarono sia i sistemi mw2gtelemetrici principali dei satelliti e delle sonde per il controllo da terra, sia i controlli automatici in volo degli strumenti e degli esperimenti scientifici ivi installati.
L'azienda contribuì a mw3aCos-Bcite-ref-18[18], lanciato nel 1975 e primo di una serie di mw4qtelescopi spaziali dell'ESA dedicato allo studio dei mw4graggi gamma e all'osservazione di alcune particolari sorgenti di mw4wraggi X, mediante la fornitura di apparecchiature per la elaborazione dei dati telemetrici a terra e per il controllo del carico scientifico, nonché di alcuni pezzi del sotto-sistema di mw5aradiofrequenza quali gli mw5qencodercite-ref-19[19].
Le competenze ingegneristiche vennero impiegate anche sui satelliti realizzati interamente in mw6wItalia, a partire dal primo satellite mw7ageostazionario sperimentale per le mw7qtelecomunicazioni mw7gSIRIO-1, frutto della collaborazione tra il mw7wConsiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e una cordata di aziende italiane consorziatesi col nome Compagnia Italiana Aerospaziale (CIA), lanciato nel 1977 e per il quale la LABEN provvide al sistema di mw8atelemetria principale di bordo.
Nella seconda metà degli anni '70 iniziò lo studio per la realizzazione delle unità terminali remote di comunicazione per uso nello spazio a bordo di un veicolo, le mw8gmw8wRemote Terminal Unit (RTU), e relativi apparati di testcite-ref-20[20], al fine di standardizzare la comunicazione della unità di controllo centrale, la mw-aCentral Terminal Unit (CTU), con le periferiche disposte sul mw-qbus di comunicazione mw-gavionico interno. Le RTU divennero una linea di prodotto specialistica fino alla metà degli anni '90 quando furono progressivamente dismesse in quanto integrate nelle CTU stesse, a loro volta uno dei prodotti aziendali principali nei decenni successivi.
La LABEN fornì e qualificò il sistema di conversione in mw-amw-qtime-division multiplexing (TDM) dei mw-gtime-tag degli impulsi mw-wlaser nell'esperimento mwaqamwaqeLAser Synchronisation from Stationary Orbit (LASSO)cite-ref-21[21], per instradarli verso il canale di mwaqyhousekeeping di trasmissione verso terra, che dovevano servire a una dimostrazione della sincronizzazione degli mwaqcorologi atomici mediante impulsi mwaqglaser scambiati a bordo del satellite meteorologico dell'ESA mwaqkSIRIO-2. SIRIO-2 fu lanciato il 9 settembre 1982, ma non raggiunse mai l'mwaqoorbita mwaqsgeosincrona di destinazione a causa di un malfunzionamento meccanico della mwaqwturbopompa del terzo stadio del mwaq0razzo vettore mwaq4Ariane 1 (lancio LR-05)cite-ref-22[22].
Il cambio sede a Vimodrone
Nei primi anni '80, sfruttando le competenze maturate sui mwar8computer miniaturizzati ad uso terrestre nel decennio precedente, la LABEN collaborava in secondo piano anche a progetti italiani al di fuori dell'ambito prettamente spaziale, come il collaudo dei motori dell’aereo da combattimento mwasaTornado, costruito a mwaseTorino.
Di quegli anni anche le forniture di apparati per le stazioni di controllo terrestre alla costruenda base di lancio italiana di mwasmMalindi (mwasqKenya) e allo mwasuspazioporto europeo di mwasyKourou (mwascGuyana francese).
Con la forte crescita del settore spaziale italiano negli anni '80, anche l'azienda si ingrandì fino ad impiegare nel 1985 circa 270 dipendenti, pari al 9% dell'allora industria spaziale nazionale (3120 addetti), che era raddoppiata nel primo quinquennio di quella decade; figurava quindi quarta nelle prime cinque aziende spaziali italiane come numero di dipendenti: mwaskSelenia (1065), mwasoTelespazio (612), mwassAeritalia settore Spazio (550), LABEN e mwaswBPD (230). Le vendite della LABEN nel 1984 si aggiravano intorno a 1 milione di mwas0dollaricite-ref-ferranti-24-0[24].
Nel 1985 avvenne il trasloco a mwatmVimodrone in una nuova sede aziendale con annessa una più capiente mwatqcamera bianca per l'integrazione degli equipaggiamenti di volo.
mwatyIl rapporto con le Università e Centri di Ricerca
Data la natura tecnologicamente avanzata dei prodotti aziendali, nel corso degli anni la LABEN perseguì sempre un rapporto privilegiato con i poli di ricerca impegnati nel settore delle sue applicazioni. Numerose collaborazioni furono realizzate con ad es. mwatgEuratom, mwatkIspra, mwatoPolitecnico di Milano, le Universita' di Milano, Pavia, Napoli. Queste relazioni diedero vita a frequenti stage di studenti laureandi che svolgevano la loro tesi di laurea collaborando su progetti industriali nei laboratori dell'azienda.
mwatwIl presidio tecnologico
Nel corso della sua attività l'azienda aggiornò costantemente le sue metodologie di progettazione e produzione tenendo conto del divenire accelerato che le tecnologie elettroniche subivano nel corso del tempo. In quegli anni infatti i componenti elettronici mutarono velocemente con la nascita dei primi mwat4circuiti integrati (mwat8memorie, mwauacircuiti logici) fino alla nascita dei mwauemicroprocessori.
Contemporaneamente il requisito della riduzione delle masse imbarcate sui satelliti spingeva verso una crescente miniaturizzazione degli apparati di volo. Questo ha portò l'azienda a dotarsi di moderne tecnologie di processo quali:
• sistemi di sviluppo per microprocessori, mwauuGate Arrays e mwauyASICs
• tecnologie di miniaturizzazione con mwau0circuiti ibridi a film spesso e chip carriers
• ambienti di sviluppo per software spaziale (caratterizzato da alta affidabilità e da una sistematica ridondanza).
Attività nel settore del monitoraggio nucleare
L'azienda era organizzata in diverse divisioni, fra le quali sopravviveva ancora quella originaria della "strumentazione nucleare" dagli anni '60 e che si era contratta nel solo mercato della produzione di sistemi di monitoraggio mwavmradioattivo ambientalecite-ref-25[25].
La LABEN fornì sistemi per la detezione nell'ambiente dei mwavkradionuclidi (mwavoRadionuclide Monitoring System, RMS) per diverse reti:
• la rete nazionale di controllo della mwav0radioattività del particolato atmosferico (REMRAD), voluta dall'mwav8ISPRA, di cui la sede di mwawaVimodrone divenne una delle sette stazioni automatiche italianecite-ref-26[26];
• la rete internazionale del mwawymwawcComprehensive Nuclear Test-Ban-Treaty Organisation (CTBTO), dando supporto in loco per la strumentazione delle seguenti stazioni di controllo: RN34 (a mwawgReykjavík, mwawkIslanda), RN49 (a mwawoSpitsbergen nelle mwawsIsole Svalbard, mwawwNorvegia), RN44 (a mwaw0Guerrero Negro, mwaw4Bassa California, mwaw8Messico) e RN53 (a mwaxaPonta Delgada, mwaxeSão Miguel nelle mwaxiAzzorre, mwaxmPortogallo) e sviluppando per esse l'mwaxqAutomatic Radionuclide Air Monitoring Equipment (ARAME)cite-ref-27[27]. Questo equipaggiamento di controllo ambientale a terra della mwaxkradioattività dispersa nella mwaxotroposfera raccoglieva, ordinava ed instradava i dati dalla centralina al centro unico di elaborazione di mwaxsVienna.
Uno degli ultimi prodotti del comparto nucleare fu usato nel 2011 per mappare e misurare le mwax0radiazioni dell’area circostante alla centrale di mwax4Černobyl', quasi 25 anni dopo mwax8l'incidente del 1986, in vista della costruzione del nuovo sarcofago sul mwayareattore 4 nell'ambito del programma mwayeCernobyl's Integrated Automated Monitoring System (CERNOBYL-IAMS).
Giotto e le altre missioni
Un sistema computerizzato di guida e controllo di assetto spazialecite-ref-28[28] ed elaborazione dati dal peso di circa 6mwayw kgcite-ref-helldragon-eu-29-0[29] sviluppato dalla LABEN era presente a bordo della mwazemissione Giotto, lanciata nel 1985 alla volta della mwazicometa di Halley,cite-ref-30[30] che sfiorò ad una distanza di 596mwazc km il 13 marzo 1986, commissione affidata all'azienda direttamente dall'ESA.cite-ref-31[31] Fu grazie a tale computer che venne recuperato in modo automatico il controllo del puntamento delle antenne di comunicazione verso la mwazwTerra,cite-ref-32[32] perso per 32 minuti nell'attraversamento a una velocità di 68mwaae km/s della turbolenta coda cometaria fatta di particelle e gas:cite-ref-helldragon-eu-29-1[29] ciò rese possibile estendere la missione "congelando" la mwaaysonda interplanetaria per sei anni in un'orbita di parcheggio, e lanciandola infine nel 1992 verso l'incontro con un'altra mwaaccometa, la mwaag26P/Grigg-Skjellerup.cite-ref-33[33]
Il successo di Giotto fu foriero di altre forniture importanti in quegli anni di fine decennio:cite-ref-34[34]
• il computer di elaborazione dati mwabqOnBoard Data Handling (OBDH) degli strumenti scientifici della sonda europeo-statunitense mwabuUlyssescite-ref-35[35] lanciata nel 1990 che, doppiato mwaboGiove e studiatone la mwabsmagnetosfera nel mwabwrendez-vous uscì dal piano dell'mwab0eclittica per dirigersi verso il polo sud del mwab4Sole;cite-ref-36[36]
• la mwacqCentral Terminal Unit (CTU)cite-ref-37[37] imbarcata a bordo del "satellite a guinzaglio" mwackTethered, che volò nella missione TSS-1cite-ref-adsabs-harvard-edu-38-0[38] sullo mwac4Space Shuttle Atlantis del 1992 (lancio mwadaSTS-46) con il primo mwadeastronauta italiano, mwadiFranco Malerba. Anche la seconda missione mwadmTethered, mwadqTSS-1R nel 1996 con gli astronauti italiani mwaduMaurizio Cheli e mwadyUmberto Guidoni a bordo dello mwadcSpace Shuttle Columbia (mwadkSTS-75), fu supportata con mwadoelettronica e mwadssoftware per elaborazione dati della LABENcite-ref-39[39]);
• una mwaeememoria di massacite-ref-40[40] e l'unità di controllo dati (mwaeyData Handling Unit, DHU) dell'esperimento tecnologico mwaecInter-Orbit Communication (IOC) (dimostratore di un sistema di mwaegdata relay inter-orbitale mwaeoLEO-mwaesGEO attraverso l'uso del satellite telecom civile Olympus-1 dell'ESA verso le stazioni di terra), entrambi gli strumenti posti a bordo dell'mwae0mwae4EUropean REtrievable CArrier (EURECA), la piattaforma recuperabile europea per ricerche in mwae8microgravità che fu rilasciata nello spazio nel 1992 dallo mwafaSpace Shuttle Atlantis] (mwafiSTS-46) e rientrò undici mesi dopo nel 1993 con l'mwafmEndeavour (mwafuSTS-57).
Cambi societari
Negli stessi mwafganni ottanta vi furono diversi cambi di proprietà dell'azienda: nel mwafk1981 Montedel passò alla mwafoholding finanziaria mwafsBastogi IRBS (Istituto Romano Beni Stabili) e nel 1982 entrò a far parte del gruppo SI EL, conglomerato della difesa ed elettronica della medesima finanziaria torinese-romanacite-ref-ferranti-24-1[24].
Nel 1983 mwageItalmobiliare, con l'acquisizione del 23% della Bastogi IRBS, ne divenne il maggiore azionista e avviò un processo di alienazione delle partecipazioni industriali, per concentrarsi solo sul settore immobiliare: nel 1985, l'intero agglomerato SI EL fu quindi venduto alla mwagiFerranti International Signal Company (ISC)cite-ref-ferranti-24-2[24], che controllava la LABEN attraverso la sua sussidiaria Ferranti Italia.
Nel 1987 il 50% fu acquisito dall'mwaggAeritalia - Divisione Spazio di mwagkTorino (che era una società controllata completamente da mwagoIRI-mwagsFinmeccanica) mentre l'altro 50% venne acquisito nel 1990cite-ref-41[41], la LABEN entrò a far parte delle società spaziali italiane completamente controllate dalla mwahaholding del mwahesettore pubblicocite-ref-42[42], dopo 32 anni di reggenza da parte di privati.
Gli anni novanta: i sistemi di elaborazione dati
La sinergia con Alenia Spazio
Con l'inizio del decennio, favorita dalla comune holding di possesso Finmeccanica e dall'impulso dato dalla nascita dell'mwahkAgenzia Spaziale Italiana (ASI) nel 1988 e dal conseguente varo del mwahoPiano Spaziale Nazionale (PSN), si venne a definire una sempre più stretta collaborazione tra la LABEN specializzata in equipaggiamenti elettronici e apparati di test e la maggiore azienda sistemistica spaziale italiana, l'mwahwAlenia Spazio (nata nel 1990 dalla fusione dell'Aeritalia settore Spazio e la mwah0Selenia Spazio): ad esempio, sul primo satellite europeo per il monitoraggio ambientale mwah4ERS-1cite-ref-43[43] lanciato nel 1991, e nel consorzio Italspazio, nato per la definizione di una piccola costellazione di due satelliti di telecomunicazioni mwaiqIridium-like, chiamati mwaiuItalsat F1 e F2, lanciati nel 1991 e nel 1996. Per tali satelliti fu incaricata di sviluppare il sistema telemetrico e di comandocite-ref-visionari-7-3[7].
In quegli anni partecipò alla costruzione del mwaissupercalcolatore mwaiwmwai0Array Processor with Emulator (APE) (letteralmente “processore vettoriale con emulatore”) progettato da mwai4INFN e compensato con 2 miliardi di mwai8lire, rivenduto a mwajaENEA poi tramite mwajeAlenia Spaziocite-ref-44[44]. APE aveva uno schema architetturale parallelo chiamato mwajymwajcSingle Instruction Multiple Data (SIMD) in cui le unità di elaborazione erano replicate mentre rimaneva unica la sequenza di operazioni (e l'elaboratore che le controllava). In tale costrutto, tutti i nodi computazionali eseguivano simultaneamente e parallelamente la stessa operazione aritmetica su una molteplicità di dati pari al numero dei nodi stessi. L'APE fu specificatamente progettato e costruito per consentire delle simulazioni numeriche di mwajgteorie di gauge e, in particolare, di mwajkcromodinamica quantistica su reticolo.
Nel 1990 LABEN creò una sua unità distaccata denominata "Unità LABEN in Tecnopolis", con sede in Puglia a mwajsValenzano nel Centro Studi e Applicazioni in Tecnologie Avanzate (CSATA). Questa succursale raccoglieva un gruppo di sviluppo di software spaziale in vista dei programmi del modulo mwajwColumbus e dello shuttle mwaj0Hermes di mwaj4ESA. Negli anni successivi il gruppo fu incorporato nella società Space Software Italia (SSI), controllata di Alenia Spazio con sede a mwaj8Taranto.
Nel 1995 venne incorporata la PROEL Tecnologie di mwakeFirenzecite-ref-45[45] che divenne la divisione dedicata agli studi e alla prototipizzazione di motori per la mwakypropulsione elettrica spazialecite-ref-46[46] e la mwakspropulsione ionica basati sul concetto di mwakwRadio-frequency with Magnetic-field ion Thruster (RMT).
Uno dei contributi della nuova divisione fu l'mwak8Electric Propulsion Diagnostic Package (EPDP) volato a bordo della sonda lunare mwalaSMART-1 dell'ESA nel 2003, strumento per studiare l'ambiente di plasma, in termini di energia degli mwaleioni e distribuzione della mwalidensità di corrente, e monitorare così la contaminazione delle superfici del veicolo spaziale quando il propulsore elettrico veniva acceso e spentocite-ref-47[47].
Missione spaziale Cassini-Huygens
La strumentazione di controllo ed elaborazione dati prodotta dalla LABEN contribuì alla sonda statunitense-europea mwalkCassini-Huygens, lanciata nel 1997 all'esplorazione del sistema di mwaloSaturno e del suo satellite mwalsTitano. Per la sonda fu fornito il computer di bordo, chiamato mwalwCommand Data Management Subsystem (CDMS)cite-ref-adsabs-harvard-edu-38-1[38], che gestì la mwamesonda Huygens nella sua fase di discesa verso mwamiTitanocite-ref-48[48], provvedendo alla raccolta dei dati dai sei strumenti scientifici del mwamcprobe e trasmettendoli alla piattaforma orbitante Cassini. Commissione ricevuta su contratto diretto della mwamgNASA, il CDMS integrò in un unico equipaggiamento ed architettura le unità mwamkCTU e mwamoRTU precedentemente prodotte dalla LABEN per altri satelliti. Per questo equipaggiamento, la LABEN è entrata nel mwamsGuinness dei Primati per aver realizzato il computer mwamwatterrato più lontano dalla mwam0Terracite-ref-49[49];
Le applicazioni GPS/EGNOS/GLONASS
In questo decennio iniziò a operare anche nella produzione di apparati ricevitori di segnale di posizione da montare a bordo dei satelliti in orbite al di sotto delle mwanqMEO (che caratterizzavano invece le già allora disponibili costellazioni per la georeferenziazione come mwanuGPS/mwanyGLONASS) o mwancGEO (come il sistema mwangEGNOS). Lo scopo di tali ricevitori su di un satellite in orbita bassa mwankLEO è quello di garantirne il controllo, la stabilizzazione e l'orientamento ed evitare la costruzione di decine di stazioni di terra per il suo mwanotracking. Il ricevitore GPS sostituiva diversi sensori di bordo (mwanssun-sensors, mwanwEarth-sensors, mwan0gyros) unicamente usati fino ad allora per il controllo di assetto in orbita bassacite-ref-50[50].
La strumentazione per la ISS e il CIRA
Negli anni novanta collaborò anche alla costruzione dei nodi 2 e 3 della mwaogStazione spaziale internazionale (ISS), assemblati in mwaokAlenia Spazio - mwaooTorino, mediante la fornitura di apparati di test a terra e della parte elettronica di alcuni esperimenti inviati poi a bordo della stessa nel decennio successivo e alloggiati nel mwaosmodulo europeo Columbusmwaow :
• il mwao8Fluid Science Lab (FSL), a cui contribuì con l'intera mwapaMaster Control Unit (MCU) per il controllo e l'elaborazione dei dati e con la mwapeLapTop Unit (LTU), sulla quale il mwapiMARS Center di mwapmNapoli sviluppò la mwapqHuman Computer Interface (HCI), lanciato insieme al modulo Columbus mediante lo mwapuSpace Shuttle Atlantis (mwapcSTS-122) nel 2008;
• l'mwapkEuropean Drawer Rack (EDR), a cui contribuì con l'elettronica del sottosistema mwapoProtein Crystallisation Diagnostic Facility (PCDF), lanciato anch'esso insieme al Columbus nel 2008;
Sul finire degli anni '90 fornì anche il sistema di automazione e controllo della galleria del vento al mwapwplasma (PWT) mwap0mwap4SCIROCCO del mwap8Centro italiano ricerche aerospaziali (CIRA) a mwaqaCapua, entrata in funzione nel 2001cite-ref-51[51].
Gli anni duemila
A inizio duemila l'azienda aveva un buon livello di penetrazione nel mercato spaziale istituzionale, rappresentando circa il 15% del volume di affari e organico dell'industria spaziale nazionale; nei primi mesi del 2004 l'organico della sede di Vimodrone era di 304 dipendenti, a cui si dovevano aggiungere i 16 della PROELcite-ref-senato-52-0[52]
A partire dal 1 aprile 2000, mwaqwFinmeccanica conferì il controllo del ramo d'azienda comprendente le attività della sua Divisione Spazio interamente ad mwaq0Alenia Spaziocite-ref-prospetto-finmec-53-0[53] e nel 2003, nel riorganizzare le attività spaziali italiane, concentrò nella LABEN gran parte del business, mentre contratti e attività non ritenuti più vitali per il futuro del gruppo rimasero in Alenia Spazio al fine di essere liquidaticite-ref-54[54].
Il 1 giugno 2004 la LABEN fu fusa con Alenia Spazio, formando la nuova società denominata mwarcAlenia Spazio - LABEN.
Dal 29 gennaio 2005 la Alenia Spazio - LABEN fu integrata nella mwarkSpace Alliancecite-ref-finanzaonline-com-55-0[55] con Alcatel-Lucent Space quale sito milanese della mwar4joint venture manifatturiera franco-italiana del settore spaziale mwar8Alcatel Alenia Space-Italia (AAS-I) (67% mwasaAlcatel, 33% Finmeccanica). L'accordo venne ratificato dalla mwaseCommissione europea il 29 aprile 2005.
Divenne poi dal 2007 mwasmmwasqThales Alenia Space-Italia (TAS-I)cite-ref-56[56], sito di Milano, con l'acquisizione della quota Alcatel da parte del gruppo francese della difesa e dell'elettronica mwaskThalescite-ref-finanzaonline-com-55-1[55]. Il passaggio di azioni da Alcatel a Thales venne approvato dalla Commissione europea il 10 aprile 2007cite-ref-57[57].
Note
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